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Indagini aziendali. Dipendente infedele: l'azienda può controllare le sue mail.

emailLa Corte ha confermato la sentenza d'appollo di Brescia che confermava il licenziamento di un impiegato Unicredit che aveva speculato sulle notizie relative a un cliente della banca.
L'azienda può controllare la posta elettronica del dipendente a patto che questi controlli siano finalizzati a trovare riscontri ai comportamenti illeciti del dipendente stesso. Lo ha sancito la Corte di cassazione nel convalidare un licenziamento per giusta causa irrogato nei confronti di un dirigente bancario del gruppo Unicredit: l'uomo era accusato di aver divulgato notizie riservate relative a un cliente della banca, tramite messaggi di posta elettronica diretti a estranei, e di avere posto in essere, grazie alle notizie in questione, operazioni finanziarie da cui aveva tratto vantaggio personale.Il licenziamento nei confronti di Alfredo B. era scattato il 15 marzo del 2004 in seguito ai controlli che l'istituto di credito aveva effettuato sulle mail del dirigente.

Secondo i giudici della Cassazione questo genere di controlli non lede "la dignità e la riservatezza del lavoratore", a patto che siano effettuati non per verificare "l'esatto adempimento delle obbligazioni discendenti dal rapporto di lavoro, ma siano destinati ad assertare un comportamento che pone in pericolo l'immagine" dell'azienda presso terzi. La validità del licenziamento inflitto al dirigente bancario addetto all'ufficio 'Advisory center' era stata accertata dalla Corte d'appello di Brescia il 13 ottobre 2009.

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